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Nel Bosco, Silenzi e Rumori
Gianni Gallian - Fotografo Professionista - Socio del Fotogruppo L'Incontro
Ottobre 2007


Le foto

Angelo Mistrangelo

L'itinerario espressivo di Gianni Gallian appartiene alle esperienze dell'area culturale torinese, a una ricerca in cui parola e immagine diventano misura del tempo e delle implicazioni sociali, a una narrazione in cui si avverte una profonda volontà di comunicare le interiori sensazioni. E' dalla prima collettiva all'inizio degli anni sessanta a questa personale nella suggestiva conice del Museo della Città di Collegno, si snoda un cammino di oltre quarant'anni fra pittura e fotografìa, fra pagine della tradizione figurativa e il periodo dell' "Immediatismo", fra le tecniche miste, come "Volume", e gli interventi in camera oscura. Il lungo, appassionato, rievocativo, studio-linguaggio di Gallian offre, di volta in volta, il senso di un'indagine espressiva sfociata in una lirica sequenza legata al bosco, agli alberi, ai frammenti di una natura rivisitata e reinterpretata con la consapevolezza di cogliere l'essenza di un momento, della luce che penetra tra le foglie, del respiro dell'alba.
Allievo di Luigi Delleani per la grafica, attento al valore della scrittura-colore di Enrico Paulucci, Francesco Menzio, Albino Galvano e Gian Carlo Pacini, del quale ha seguito i corsi alla Scuola del Nudo, Gallian ha individuato poi nella fotografia l'indiscussa possibilità di fissare, secondo un movimento verticale dell'obiettivo, le trame di un mosaico di grigi, di bianchi corposi, di neri, sino a creare, talora, un effetto "raggismo" che sembra ricollegarsi alla pittura russa d'avanguardia del primo Novecento. Trittici, riferimenti ai versi dell'Alighieri e Tagore, il "viaggio"all'intemo della poesia di Pavese, lo spazialismo di Lucio Fontana, concorrono a delineare l'attuale fase del lavoro di Gallian e di quel ricorrere alla propria storia, ai ricordi dell'infanzia, allo studio fotografico del nonno Giovanni in Venaria, del padre e poi di Gianni Gallian. La fotografia è, quindi, da sempre un punto di riferimento, la testimonianza di un impegno costruttivo, la dimensione di un sentimento vitale, in qualche caso esclusivo. Come sono esclusivi gli oggetti, le antiche macchine fotografiche, i mezzi da stampa della vecchia camera oscura, il baule di legno che conteneva i primi strumenti del nonno, i documenti di un laboratorio ricco di memorie, di fotografìe, di sottili emozioni. Memorie che emergono dalla magia dei luoghi ripresi, da misteriose radure, da boschi immersi nel silenzio della notte, che però si animano di inaspettati rumori, di luci, di ombre: "Il ragazzo s'è accorto che l'albero vive. / Se le tenere foglie si schiudono a forza/ una luce, rompendo spieiate, la dura corteccia/deve troppo soffrire. Pure vive in silenzio.... / E' una tenera luce. Il ragazzo non sa /donde venga è già sera; ma ogni tronco rileva/ sopra un magico fondo. Dopo un attimo è buio...." (Cesare Pavese, da "Poesie edite e inedite", Einaudi). Realizzate in una unica copia, queste fotografìe, che sono il risultato di anni di lavoro, ripreso più' volte in momenti diversi, rappresentano l'occasione per un nuovo incontro con la stagione artistica di Gianni Gallian, con i suoi sogni, con le segrete certezze, con il fascino di un lungo racconto segnato dalla cadenza impalpabile della tessitura verticale dei grigi, dei viraggi, dei cieli percorsi dal vento. E i boschi, gli alberi, i rami, assumono una poetica evidenza in rarefatte e oniriche atmosfere.

Torino, agosto 2007