Assuefatti, ancorché sempre indignati, dinnanzi alle fotografie-denuncia dei vecchi manicomi, l'incisivo artistico pudore dei ritratti e degli scorci di Miglio ci riportano alla antica cittadella manicomiale dove si svolgeva una esistenza aliena, alla quale questo artista sa infondere grande umanità.
Immagini quasi litografiche, grazie all'uso di gelatine d'argento, ormai forse introvabili, ove ogni contorno sembra in rilievo, come demarcato da una sottile traccia d'inchiostro e che ricreano quella quotidianità che ovattava, pur senza lenire, la sofferenza.
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