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In collaborazione con Gli Amici dell'Arte e con il patrocinio del Comune di Pianezza, i soci del Fotogruppo L’Incontro presentano la loro annuale mostra collettiva dal titolo “Muri” presso Villa Casalegno, Via al Borgo 2, Pianezza.

 

Inaugurazione Venerdì 15 Giugno alle ore 18:00


La mostra proseguirà fino al 1 Luglio con le seguenti aperture:
Sabato e Domenica dalle 15:00 alle 19:00

Io nel pensier mi fingo

Quarant’anni fa cadeva il muro di cinta dell’Ospedale Psichiatrico di Collegno, città sede del nostro sodalizio. Cominciava in quel momento un lungo e complesso percorso che avrebbe portato alla reintegrazione dei pazienti e la progressiva restituzione della seicentesca Certosa benedettina alla cittadinanza.


Da oltre dieci anni il nostro Fotogruppo si riunisce in uno dei padiglioni di quello che fu il manicomio. Sebbene molti dei nostri soci non abbiamo mai visto il muro nella sua interezza, è forte in noi la percezione di contribuire ad un riscatto di questa immensa struttura animandola con attività culturali. È stato quindi naturale, in occasione dei quarant’anni dall’abbattimento, riflettere sul concetto di muro interrogandoci su cosa siano per noi oggi i muri.

Il muro è qualcosa che divide, che pone un limite, un segno tangibile che definisce un di qua e un di là. I muri possono essere rassicuranti, protettivi come le mura di casa o possono incutere timore come le mura di un’antica fortezza. Crescenti populismi nel mondo invocano la costruzione di muri, barriere e dazi a rafforzare le frontiere per contenere i flussi migratori e per arginare gli effetti di un mercato globale. Non sono soltanto i muri tangibili a dividere le persone. L’indifferenza è un muro invisibile, ma altrettanto invalicabile.
I muri non sono soltanto un limite. Possono essere la superficie di sfogo per abili writer o semplici imbrattatori, sono uno spazio pubblico dove affiggere annunci, proclami, critiche e pasquinate. Sono i silenziosi custodi di affreschi o l’espressione della maestria di architetti; sanno essere belli o angoscianti e claustrofobici.
Un muro è un tenace compagno di giochi per un bambino solo che fa rimbalzare una palla, o un elemento essenziale per chi gioca alla pelota. Cerchiamo la sua ombra quando picchia il sole dell’estate o, senza neanche accorgercene, lo calpestiamo con la nostra.
Ci sono i muri feriti delle città terremotate e muri colorati per rendere le periferie meno grigie.
Ho trovato tutto questo guardando le foto presentate dagli autori in mostra e mi sono reso conto che un muro può essere una moltitudine di impressioni e sensazioni. Come la siepe di Leopardi i muri impediscono di vedere l’orizzonte. Ma questo non potrà mai impedirci di sognare gli interminati spazi, i sovrumani silenzi e la profondissima quiete che si trovano, veri o soltanto immaginati, al di là.

Il Presidente
Giorgio Rosso